Ci risiamo. Ancora una volta un esponente della destra che legge senza comprendere. Mi ero già occupato qualche articolo fa del candidato alla presidenza della provincia di Ancona Luca Paolorossi, il quale lesse sul dizionario il lemma populista senza afferrarlo per nulla. Ora è il turno del senatore Maurizio Gasparri.
Mi spiace tornare a vestire ancora una volta i panni del Ghostbuster a caccia di “scivolate destrorse”, ma l’esternazione dell’esponente di Forza Italia, derivata da una lettura di un articolo dal titolo fuorviante promosso da il Giornale, è veramente strumentale, pretestuosa e scorretta. Il senatore attacca gratuitamente una minoranza presente e attiva sul territorio italiano, la comunità islamica, lasciando intendere che si tratti di un gruppo di furbetti che auspica la mancata approvazione della riforma Nordio per chissà quale oscuro fine. E tutto questo soltanto per pubblicizzare il SI alla campagna referendaria.
Una narrazione che alimenta l’odio contro la comunità islamica
Sul proprio profilo Facebook Gasparri pubblica un post dove dice di aver letto sul Giornale.it che Hamza Roberto Piccardo, attivista islamista italiano, ha dichiarato: «Il no conviene agli islamici». Questo il post:

Una dichiarazione che dice molto più di quanto ha dichiarato. Ammettono di avere paura di una riforma che metta fine a favoritismi e privilegi e che garantisca davvero uguaglianza davanti alla legge.
Ecco perché il 22 e 23 marzo noi voteremo Sì.
Per una Giustizia giusta, equa e imparziale.
Ma perché sarebbe un «motivo per votare SI»? Attento senatore, lo dico per lei, ma qualcuno potrebbe sentire puzza di razzismo. Già, perché sembrerebbe che il sottotesto del post sia di quello di interpretare il NO come una strategia messa in campo dai musulmani per approfittarsi dell’attuale sistema giudiziario italiano e rimanere impuniti per non si sa quale malefatta. Una comunità di gente sospetta, in pratica, che non ama rispettare le nostre regole.
Ma le nostre regole parlano chiaro. Ricordo sia al senatore che a chi ci sta leggendo che la Costituzione italiana tutela le minoranze dal più generico articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali
fino ai più specifici articoli 6 e 8 (rispettivamente riguardanti la tutela delle minoranze linguistiche e religiose). Dunque, che piaccia o meno, anche la comunità musulmana ha il sacrosanto diritto (e dovere) di esprimere la propria opinione sul Referendum, così come quello di orientarsi verso il NO.
Una questione filologica: come si costruisce la disinformazione
Ma attenzione, tengo a precisare che Roberto Hamza Piccardo non ha rilasciato alcuna intervista al Giornale.it; quest’ultimo l’ha scovata nei profili social dell’attivista e ne ha ricavato una sua parziale e distorta ricostruzione.
Siamo di fronte a una questione talmente inquinata da far ingolosire qualsiasi filologo. Si tratterrebbe dunque di una dichiarazione pubblicata sui social, interpretata e manomessa da una furbetta amanuense, Giulia Sorrentino per conto de “Il Giornale”, letta (e non capita) da Gasparri e riproposta da quest’ultimo sulla propria pagina Facebook («annamo bene» direbbe Elena Fabrizi, sora Lella).
Bene, vestiamo anche noi i panni dei filologi e… no. Non è una ricostruzione difficile, basta andare a consultare direttamente la fonte che, al contrario di molti manoscritti, non è andata perduta.
Le vere parole di Piccardo: educazione civica e partecipazione politica delle minoranze
Nel video contenuto all’interno della sua pagina Facebook, Piccardo spiega agli elettori della comunità islamica la differenza tra referendum abrogativo e confermativo e come funziona la suddivisione dei poteri in Italia (legislativo, esecutivo e giudiziario).
Andiamo a scoprire cosa dice realmente il video di Piccardo:
L’equilibrio tra questi tre poteri […] ha garantito la democrazia in Italia dal 1948 ad oggi. Non si tratta certamente del sistema migliore possibile, ma è quello che abbiamo avuto e ci conviene mantenerlo. E’ nostro interesse mantenerlo. Per cui in questo equilibrio c’è stato anche il mantenimento della democrazia rispetto al potere dell’esecutivo soprattutto […] è quindi importante che noi musulmani votiamo NO al referendum in maniera chiara e netta.
Ho impiegato due minuti a trascrivere la citazione del video. La giornalista avrebbe dovuto fare la stessa identica operazione ma pagata, a differenza mia; e quantomeno è dovere di un senatore, verificare la veridicità delle fonti che cita.
Con questo video Piccardo ha colmato una lacuna di competenza dello Stato: è compito di quest’ultimo, infatti, diffondere video inclusivi al fine di favorire l’integrazione alla vita politica, civile e sociale di tutti i cittadini italiani, anche di quelli di origine straniera e di fede islamica. Piccardo, dunque, spiega in termini comprensibili perché secondo lui è importante che si voti per il NO. Non perché “il no conviene agli islamici” per chissà quale secondo fine, ma perché è un modo per difendere e vivere sotto gli ideali della democrazia! E’ un’opinione di Piccardo, il quale ha tutto il diritto di esprimerla proprio come le “donne-mamme-cristiane” tifano per il SI. E’ democrazia tutelare le minoranze e lottare affinché sia loro garantito il diritto di voto e di parola.
Ed è la stessa democrazia che consente anche a posizioni come quelle espresse dal senatore Gasparri e da certa stampa di trovare spazio nel dibattito pubblico, talvolta con letture che paiono inginocchiarsi più davanti alla polemica politica che alla verifica delle fonti.